I dati catastali sono i codici con cui il Catasto identifica un immobile: comune, foglio, particella e subalterno. Chi vende luce e gas, Eni Plenitude compresa, deve chiederli per legge e comunicarli all’Agenzia delle Entrate. Con Plenitude li inserisci dall’Area Personale, nella sezione Prodotti, oppure con il modulo cartaceo spedito per posta.
Dati catastali Eni Plenitude: come comunicarli
Plenitude spiega sul proprio sito che invia all’Agenzia delle Entrate i dati catastali di ogni fornitura attiva, come previsto dalla legge finanziaria 2005, e che per questo li chiede ai clienti. I canali indicati sono due:
- Area Personale: accedi, vai in “Prodotti” e clicca “Compila” nella sezione “Dati Catastali”.
- Modulo per posta: scarichi il modulo dalla pagina dedicata ai dati catastali sul sito di Plenitude, lo compili e lo spedisci a Eni Plenitude S.p.A. Società Benefit, Casella Postale 72, 20089 Rozzano (MI).
Se non hai ancora le credenziali, la registrazione all’area clienti è spiegata nella guida su come registrarsi all’Area Clienti Eni Plenitude. La strada online è la più rapida: compili i campi una volta e non devi preoccuparti dei tempi della posta.
Nel modulo, oltre ai codici dell’immobile, Plenitude chiede di indicare il tipo di utenza, scegliendo tra tre categorie:
| Tipo di utenza | Quando si sceglie |
|---|---|
| Domestica con residenza anagrafica presso il luogo di fornitura | È la casa in cui hai la residenza |
| Domestica con residenza anagrafica diversa dal luogo di fornitura | Seconda casa, casa vacanze, appartamento dato in uso |
| Non domestica | L’immobile è usato per produrre o vendere beni e servizi |
Scegli con attenzione: la residenza non è solo un dato anagrafico. Nella bolletta della luce, per esempio, una parte degli oneri di sistema è una quota fissa che non si paga nella casa di residenza, come spiega la guida su come leggere la bolletta della luce.
Cosa sono i dati catastali
Il Catasto è l’archivio pubblico, gestito dall’Agenzia delle Entrate, che censisce terreni e fabbricati. Ogni unità immobiliare ha un indirizzo catastale fatto di pochi codici:
- Comune (e, dove esiste, la sezione): il territorio in cui si trova l’immobile.
- Foglio: la porzione del territorio comunale rappresentata in una mappa catastale.
- Particella (detta anche mappale): il terreno o l’edificio dentro quel foglio.
- Subalterno: la singola unità all’interno della particella, per esempio un appartamento in un condominio.
In un palazzo, quindi, gli appartamenti di solito condividono foglio e particella e si distinguono per il subalterno. È il dato che sbaglia più spesso chi copia i codici di corsa da un documento del condominio: controlla che il subalterno sia quello del tuo appartamento.
Perché il fornitore li chiede: la legge del 2005
L’obbligo nasce dalla legge 311/2004, la finanziaria 2005, all’articolo 1, commi 332-334: chi fornisce energia elettrica, gas e acqua deve raccogliere i dati catastali degli immobili in cui sono attive le utenze e trasmetterli all’Agenzia delle Entrate, che elenca la norma tra quelle che regolano le comunicazioni dei gestori di servizi di pubblica utilità.
Lo scopo lo chiarisce la circolare 44/E del 2005 dell’Agenzia: incrociare utenze e immobili per far emergere affitti non dichiarati o dichiarati in parte e attività economiche sconosciute al fisco. La stessa circolare fissa le regole pratiche:
- l’obbligo riguarda il venditore, cioè chi ha il contratto con te, non il distributore che gestisce il contatore;
- i dati si chiedono alla firma di ogni contratto nuovo, dal 1° aprile 2005 in poi;
- per i contratti già in corso si chiedono quando il contratto viene modificato, e tra le modifiche rientrano il cambio di fornitore e il cambio di piano tariffario; per l’energia, scrive l’Agenzia, basta anche la semplice modifica del voltaggio (per esempio un aumento di potenza) a disposizione dell’utente;
- l’obbligo vale anche per chi non è proprietario: l’inquilino che intesta a sé la fornitura deve comunicare i dati della casa in cui vive.
Per questo la richiesta arriva spesso in momenti diversi dalla firma del primo contratto: dopo un cambio di offerta, una voltura o una modifica tecnica della fornitura. Lo stesso obbligo vale per ogni venditore del mercato libero, da Enel Energia agli altri: cambia solo il canale con cui te li chiede.
Dove trovare i dati catastali
I codici sono scritti in diversi documenti che probabilmente hai già in casa:
- l’atto di acquisto (il rogito), se la casa è tua;
- il contratto d’affitto registrato, se sei in locazione; in alternativa chiedili al proprietario;
- una vecchia comunicazione al fornitore precedente, se l’hai conservata;
- la visura catastale, il documento ufficiale del Catasto.
La visura si ottiene online e gratis. Secondo l’Agenzia delle Entrate, con SPID, CIE o CNS puoi consultare a titolo gratuito le visure attuali e storiche degli immobili di cui sei titolare, anche in parte, insieme a mappe e planimetrie. Un secondo servizio, sempre gratuito, permette di consultare i dati catastali di immobili non di proprietà in tutta Italia, senza planimetrie e con l’eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano: è utile a chi è in affitto e non riesce a farsi dare i codici dal proprietario.
Casi particolari: box, condominio, immobili non accatastati
La circolare 44/E risolve anche i casi che mettono in difficoltà al momento di compilare il modulo:
- Box o cantina con la stessa fornitura: se un unico contratto serve un appartamento e le sue pertinenze, si comunicano solo i dati catastali dell’immobile principale, cioè l’appartamento.
- Utenze condominiali: per luce delle scale, ascensore o centrale termica non si indicano le singole parti comuni, ma lo stabile nel suo complesso. Se ne occupa l’amministratore, che è l’intestatario di quelle utenze.
- Immobile non accatastato o non accatastabile: si dichiara questa condizione nel modulo, e il venditore la riporta nella comunicazione al fisco.
- Forniture temporanee: per i contratti di durata inferiore al bimestre, come quelli per un cantiere, e per l’illuminazione pubblica l’obbligo di comunicare i dati catastali non c’è.
Se stai per cambiare offerta o venditore, tieni pronti foglio, particella e subalterno: il nuovo contratto te li chiederà di nuovo. E se vuoi approfittarne per pagare meno, carica una bolletta su Billding e confronta le offerte luce e gas sui tuoi consumi reali.
Cosa succede se non li comunichi
La circolare 44/E distingue due responsabilità. Il venditore che non trasmette i dati all’Agenzia rischia una sanzione, ma non se il cliente non glieli ha forniti: in quel caso deve segnalare la mancata comunicazione all’Agenzia delle Entrate, che può avviare i controlli fiscali sul cliente. Anche per l’utente che non comunica i dati, o li comunica sbagliati, la legge prevede una sanzione amministrativa.
In pratica conviene rispondere alla richiesta appena arriva, con dati corretti. Se i codici che hai non ti convincono, verificali sulla visura prima di inviarli: un subalterno sbagliato è un dato inesatto quanto uno mancante.
Le stesse informazioni ti serviranno per altre pratiche sulla fornitura, dalla voltura con cambio fornitore per la luce alla voltura del gas, fino al cambio di fornitore luce e gas. Per le altre procedure trovi tutte le guide su luce e gas.
Domande frequenti
Come comunico i dati catastali a Eni Plenitude?
Dall’Area Personale: accedi, vai in Prodotti e clicca Compila nella sezione Dati Catastali. In alternativa scarichi il modulo dalla pagina dei dati catastali sul sito di Plenitude e lo spedisci a Eni Plenitude S.p.A. Società Benefit, Casella Postale 72, 20089 Rozzano (MI). In entrambi i casi indichi anche il tipo di utenza.
Perché il fornitore di luce e gas mi chiede i dati catastali?
Perché la legge finanziaria 2005 (legge 311/2004, articolo 1, commi 332-334) obbliga chi vende energia elettrica, gas e acqua a chiederli al cliente e a comunicarli all’Agenzia delle Entrate. Servono a incrociare utenze e immobili, per far emergere affitti non dichiarati e attività sconosciute al fisco.
È obbligatorio dare i dati catastali per un contratto di luce e gas?
Sì. Il venditore li chiede quando firmi un contratto nuovo e quando il contratto cambia, anche per un cambio di fornitore o di offerta. Secondo l’Agenzia delle Entrate, se non li comunichi o li comunichi sbagliati rischi una sanzione amministrativa, e il venditore segnala la mancata comunicazione al fisco.
Dove trovo foglio, particella e subalterno della mia casa?
Nell’atto di acquisto, nel contratto d’affitto registrato o nella visura catastale. La visura si ottiene gratis dai servizi online dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, anche per un immobile che non è tuo, con l’eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano.
Cosa scrivo se l’immobile non è accatastato?
Lo dichiari nel modulo. Secondo la circolare 44/E del 2005 dell’Agenzia delle Entrate, per un immobile non dichiarato al catasto o non accatastabile il venditore indica proprio questa condizione nella comunicazione al fisco, al posto dei dati catastali.