I simboli del telecomando del condizionatore indicano le modalità di funzionamento: il fiocco di neve è il freddo (COOL), il sole il caldo (HEAT), la goccia la deumidificazione (DRY), la ventola la sola ventilazione (FAN), le frecce circolari la modalità automatica. Luna, timer ed ECO servono soprattutto a ridurre i consumi.
Questa guida spiega cosa fa ogni simbolo e in quali situazioni conviene usarlo, con un occhio alla bolletta. I disegni cambiano un po’ da marca a marca, ma le funzioni di base sono le stesse quasi ovunque: se un’icona del tuo telecomando non compare qui, la risposta è nel manuale del modello.
Simboli del telecomando del condizionatore: la tabella
| Simbolo | Scritta | Modalità | Quando usarla |
|---|---|---|---|
| Fiocco di neve | COOL | Raffreddamento | Caldo secco, stanza da rinfrescare |
| Sole | HEAT | Riscaldamento (pompa di calore) | Mezze stagioni, inverni miti |
| Goccia | DRY | Deumidificazione | Afa, caldo umido |
| Ventola o elica | FAN | Sola ventilazione | Poco caldo, ricambio d’aria |
| Frecce circolari o lettera A | AUTO | Automatica | Quando non vuoi scegliere |
| Luna o letto | SLEEP | Notte | Prima di dormire |
| Foglia o scritta ECO | ECO | Risparmio | Uso prolungato |
| Orologio | TIMER | Programmazione | Accensione e spegnimento a orario |
| Alette ondulate | SWING | Oscillazione del flusso | Distribuire l’aria nella stanza |
Le modalità principali
Fiocco di neve (COOL): il raffreddamento
È la modalità più usata d’estate. Il compressore si attiva e l’unità interna immette aria fresca finché la stanza non raggiunge la temperatura impostata con i tasti + e - (o con le frecce). Il punto che pesa in bolletta è proprio la temperatura scelta: ENEA, nei suoi consigli d’uso per il raffrescamento, indica che due o tre gradi in meno della temperatura esterna sono sufficienti.
C’è anche un limite di legge: il DPR 74/2013, all’articolo 3, stabilisce che durante il raffrescamento la temperatura media degli ambienti non deve scendere sotto i 26 gradi, con 2 gradi di tolleranza. Impostare 20 gradi in piena estate significa far lavorare il compressore al massimo per ore, con un consumo che cresce di conseguenza.
Sole (HEAT): il riscaldamento
Il sole compare solo sui modelli a pompa di calore, che d’inverno invertono il ciclo e portano in casa il calore prelevato dall’aria esterna. Se il tuo telecomando non ha questo simbolo, il condizionatore fa soltanto freddo. Secondo ENEA le pompe di calore aria-aria rendono meglio nelle zone con inverni miti, dove la temperatura esterna scende raramente sotto i 7 gradi: con il gelo l’unità esterna forma brina e il rendimento cala.
Per la temperatura vale la regola del riscaldamento tradizionale: il DPR 74/2013 fissa un massimo di 20 gradi con 2 di tolleranza negli ambienti delle abitazioni. Date e ore di accensione per zona climatica sono nella guida su accensione del riscaldamento e norme.
Goccia (DRY): la deumidificazione
La goccia attiva la deumidificazione: il condizionatore toglie umidità all’aria senza puntare ad abbassare la temperatura come fa il freddo. È la modalità giusta per le giornate afose, quando la sensazione di caldo dipende più dall’umidità che dai gradi. ENEA lo spiega con un esempio: a 33 gradi reali con il 60% di umidità la temperatura percepita è di 38 gradi. Togliendo umidità, la stanza diventa vivibile anche senza raffreddarla molto.
Per questo ENEA suggerisce di provare spesso la funzione “solo deumidificazione” prima del freddo. Se l’umidità in casa è un problema anche d’inverno (muffa, condensa sui vetri), un apparecchio dedicato può essere più adatto: costi e calcolo dei consumi sono nella guida su quanto consuma un deumidificatore.
Ventola (FAN): la sola ventilazione
Con il simbolo della ventola (o la scritta FAN) il condizionatore si comporta come un ventilatore: muove l’aria della stanza ma non la raffredda né la scalda, perché il compressore resta spento. È la modalità che consuma meno in assoluto. Serve nelle giornate appena tiepide, la sera quando fuori rinfresca, o per far circolare l’aria dopo un ciclo di raffreddamento.
Frecce circolari (AUTO): la modalità automatica
In AUTO l’apparecchio sceglie da solo tra freddo, caldo, deumidificazione e ventilazione, confrontando la temperatura della stanza con quella impostata. È comoda nelle mezze stagioni, quando di giorno serve fresco e di sera un po’ di tepore. Il criterio con cui ogni modello decide varia da marca a marca, quindi conviene verificarlo sul manuale prima di lasciarla attiva per settimane.
Le funzioni che riducono i consumi
Luna (SLEEP): la funzione notte
La luna, o l’icona del letto, attiva la funzione notte. ENEA, nella sua guida alla climatizzazione estiva, spiega che la modalità notte o sleep regola la temperatura durante il sonno per seguire la variazione della temperatura corporea. In pratica, nelle ore notturne l’apparecchio lavora meno: si dorme meglio e si consuma meno che lasciando il freddo pieno fino al mattino.
ECO: il risparmio energetico
La scritta ECO (o una foglia) attiva una modalità di risparmio che, a seconda della marca, limita la potenza del compressore o regola automaticamente la temperatura impostata. L’effetto concreto cambia da modello a modello: il manuale indica cosa fa esattamente. Vale la pena usarla quando il condizionatore resta acceso molte ore di seguito.
Orologio (TIMER): accensione e spegnimento programmati
Il timer permette di programmare l’accensione o lo spegnimento a un orario preciso. ENEA consiglia di usarlo insieme alla funzione notte per ridurre al minimo il tempo di accensione. Due esempi pratici: spegnimento automatico un’ora dopo essersi addormentati, accensione mezz’ora prima di rientrare a casa invece di lasciare l’apparecchio acceso tutto il giorno.
I comandi per il flusso d’aria
- Ventola con tacche (FAN SPEED): regola la velocità della ventilazione, di solito su bassa, media, alta e automatica. Una velocità più bassa è più silenziosa, utile di notte.
- Alette ondulate (SWING): fa oscillare i deflettori per distribuire l’aria in tutta la stanza invece di concentrarla in un punto. Evita di puntare il getto direttamente sulle persone.
- TURBO o POWERFUL: porta l’apparecchio alla massima potenza per un tempo limitato, per raffreddare o scaldare in fretta. Va usato per pochi minuti, non come impostazione fissa.
Molti modelli aggiungono funzioni proprie (autopulizia, sensore di presenza, controllo da app). Anche qui il manuale è la fonte: i nomi e le icone non sono standard tra le marche.
Quanto consuma il condizionatore
Secondo ENEA, per raffreddare una camera da letto serve in media un apparecchio da circa 0,9 kW di potenza elettrica, e in molte abitazioni la potenza disponibile è di circa 3 kW: due condizionatori accesi insieme ne impegnano già più della metà. I modelli inverter assorbono la potenza piena solo all’avvio e poi la riducono una volta raggiunta la temperatura, con consumi più bassi rispetto ai vecchi apparecchi on-off.
Tre fattori pesano più di tutti sulla bolletta:
- La temperatura impostata: ogni grado in meno chiede più lavoro al compressore.
- La manutenzione: ENEA stima che un condizionatore non manutenuto consumi fino al 30% in più di energia elettrica. I filtri vanno puliti prima della prima accensione della stagione e, durante l’uso, almeno ogni due settimane.
- La classe energetica: secondo ENEA un modello in classe A+++ consuma fino al 40% in meno di uno in classe B.
Contano anche le abitudini: tenere porte e finestre chiuse mentre l’apparecchio è acceso e abbassare le tapparelle nelle ore di sole. Le schermature esterne, come le tende da sole fotovoltaiche, riducono il calore che entra dalle vetrate. Altri accorgimenti sono raccolti nei consigli su come risparmiare energia elettrica in casa.
Il secondo modo per abbassare il costo del condizionatore non riguarda il telecomando ma il contratto: d’estate i consumi elettrici salgono e il prezzo del kWh fa la differenza. Puoi caricare la tua bolletta su Billding e verificare gratis se la tua offerta luce è ancora conveniente.
Come capire quanto consuma il tuo apparecchio
Il dato da cercare è la potenza assorbita, indicata sull’etichetta energetica o sulla targhetta dell’unità interna. L’etichetta riporta anche il consumo annuo stimato, che secondo ENEA è calcolato su 350 ore di funzionamento in raffrescamento (e 1.400 in riscaldamento): se lo usi di più, consumerai di più. Per vedere l’effetto reale delle tue abitudini, confronta i kWh in bolletta tra un mese con il condizionatore acceso e uno senza: la guida su come leggere la bolletta della luce spiega dove trovarli.
Altre guide sui consumi di casa sono raccolte nella sezione casa e risparmio.
Domande frequenti
Cosa significa il fiocco di neve sul telecomando del condizionatore?
Il fiocco di neve, spesso accompagnato dalla scritta COOL, indica la modalità raffreddamento: il compressore lavora per portare la stanza alla temperatura impostata. Secondo ENEA bastano due o tre gradi in meno rispetto all’esterno per stare bene.
Qual è il simbolo del caldo sul telecomando del condizionatore?
Il caldo è indicato da un sole, a volte con la scritta HEAT. Attiva la pompa di calore, che riscalda la stanza prelevando calore dall’aria esterna. La funzione esiste solo sui modelli a pompa di calore: se il telecomando non ha il sole, il condizionatore fa solo freddo.
Consuma meno la modalità dry o la modalità cool?
Nelle giornate afose la modalità dry (goccia) spesso basta a stare bene, perché è l’umidità a far percepire più caldo: ENEA cita l’esempio di 33 gradi reali con il 60% di umidità percepiti come 38. Quanto consuma rispetto al freddo dipende dal modello: il confronto vero lo fa il contatore o l’app del condizionatore.
Cosa vuol dire FAN sul telecomando del condizionatore?
FAN, con il simbolo della ventola, è la sola ventilazione: il condizionatore muove l’aria della stanza senza raffreddarla né scaldarla, perché il compressore resta fermo. È la modalità che consuma meno, utile quando fa poco caldo o per far circolare l’aria.
A che temperatura conviene impostare il condizionatore d’estate?
ENEA consiglia una temperatura di due o tre gradi inferiore a quella esterna. Per legge, durante il raffrescamento la temperatura media degli ambienti non deve scendere sotto i 26 gradi con 2 di tolleranza, come stabilisce il DPR 74/2013.