Un deumidificatore consuma la sua potenza in kilowatt moltiplicata per le ore di funzionamento. Un apparecchio da 250 watt acceso 8 ore consuma al massimo 2 kWh: con un prezzo di esempio di 0,30 euro al kWh sono 60 centesimi. Il consumo reale è spesso più basso, perché il compressore si ferma quando l’umidità scende al livello impostato.
Di seguito trovi la formula, una tabella di esempi, i fattori che fanno salire o scendere la spesa e la risposta alla domanda più frequente: si può dormire con il deumidificatore acceso?
Quanto consuma un deumidificatore: la formula
Il calcolo è lo stesso di qualunque elettrodomestico:
consumo (kWh) = potenza (W) × ore di funzionamento ÷ 1.000
La potenza assorbita è indicata sulla targhetta dell’apparecchio (di solito sul retro o sotto la tanica) e nel manuale. Non confonderla con la capacità di deumidificazione, espressa in litri al giorno: quella dice quanta acqua l’apparecchio riesce a togliere dall’aria, non quanta energia usa.
Per passare dai kWh agli euro basta moltiplicare per il prezzo del kWh che paghi tu. Il prezzo completo, con trasporto, oneri e imposte, si ricava dalla bolletta: la guida su quanto costa un kWh spiega come calcolarlo.
Esempi di consumo e costo
La tabella usa tre potenze di esempio e un prezzo di esempio di 0,30 euro al kWh tutto compreso. Non è un prezzo di mercato: sostituiscilo con quello della tua bolletta.
| Potenza (esempio) | 1 ora | 4 ore | 8 ore | 8 ore al giorno per 30 giorni |
|---|---|---|---|---|
| 200 W | 0,20 kWh, 0,06 € | 0,8 kWh, 0,24 € | 1,6 kWh, 0,48 € | 48 kWh, 14,40 € |
| 300 W | 0,30 kWh, 0,09 € | 1,2 kWh, 0,36 € | 2,4 kWh, 0,72 € | 72 kWh, 21,60 € |
| 500 W | 0,50 kWh, 0,15 € | 2 kWh, 0,60 € | 4 kWh, 1,20 € | 120 kWh, 36 € |
I valori sono un tetto massimo: considerano l’apparecchio sempre alla potenza piena. In realtà un deumidificatore a compressore con umidostato lavora a cicli, si ferma quando l’aria ha raggiunto l’umidità impostata e riparte quando risale. Più la stanza è umida, più a lungo resta acceso.
Il prezzo del kWh, inoltre, cambia nel tempo: se hai un’offerta a prezzo variabile segue l’andamento del mercato all’ingrosso, che puoi controllare nella pagina sul valore del PUN aggiornato. Per confrontare le tariffe in corso c’è la pagina delle offerte luce.
Cosa fa salire o scendere il consumo
- Umidità di partenza: una stanza con muri umidi o bucato steso fa lavorare l’apparecchio molto di più di una stanza già asciutta.
- Livello impostato: più basso è il livello di umidità richiesto, più a lungo resta acceso.
- Temperatura della stanza: i modelli a compressore lavorano peggio negli ambienti freddi, dove la serpentina tende a ghiacciare.
- Porte e finestre: deumidificare una stanza aperta significa trattare anche l’aria che entra da fuori.
- Filtro sporco: un filtro intasato riduce il flusso d’aria e allunga i tempi.
Il dato da guardare al momento dell’acquisto è il rapporto tra litri al giorno e potenza assorbita: a parità di litri, meno watt significano meno consumo. Le caratteristiche dichiarate dai produttori vanno confrontate a parità di condizioni di prova, indicate nella scheda tecnica.
Come funziona un deumidificatore
I modelli più diffusi sono a compressore e funzionano come un piccolo frigorifero:
- un ventilatore aspira l’aria umida della stanza e la fa passare attraverso un filtro;
- l’aria attraversa una serpentina fredda (l’evaporatore): il vapore condensa e l’acqua cola nella tanica o in un tubo di scarico;
- l’aria, ormai più asciutta, passa sul condensatore, si riscalda leggermente e torna nella stanza.
Esistono anche deumidificatori ad adsorbimento, che trattengono l’umidità in un materiale essiccante poi rigenerato con il calore di una resistenza: per il loro principio di funzionamento lavorano bene anche negli ambienti freddi, ma la resistenza pesa sui consumi. Infine ci sono gli assorbiumidità senza corrente, con sali che si sciolgono a contatto con l’umidità: non consumano energia, ma trattano quantità d’acqua minime e servono solo in armadi e spazi piccoli.
Si può dormire con il deumidificatore acceso?
Sì, a tre condizioni:
- Il rumore: la rumorosità è indicata in decibel nella scheda tecnica. Un apparecchio che disturba il sonno va spostato o spento.
- L’umidostato: imposta un livello di umidità, così l’apparecchio si ferma da solo quando l’aria è asciutta invece di lavorare tutta la notte.
- La tanica: molti modelli hanno un galleggiante che li spegne quando la tanica è piena; verifica sul manuale che il tuo ce l’abbia, altrimenti usa il tubo di scarico.
Un’alternativa che consuma meno è accenderlo un paio d’ore prima di andare a letto con la porta chiusa e spegnerlo al momento di dormire. La camera resta asciutta per la notte e l’apparecchio lavora solo quando serve.

Il deumidificatore in camera fa male?
Usato con l’umidostato, no. Il rischio concreto è l’opposto dell’umidità: lasciarlo acceso senza controllo per molte ore può seccare troppo l’aria. Tienilo lontano dal letto e dalle pareti, non coprire le griglie e pulisci filtro e tanica come indica il manuale: ENEA, a proposito dei climatizzatori, ricorda che nei filtri non puliti si annidano muffe e batteri.
Deumidificatore o condizionatore in modalità dry?
D’estate la sensazione di caldo dipende molto dall’umidità: ENEA cita l’esempio di 33 gradi reali con il 60% di umidità percepiti come 38 gradi. Per questo suggerisce di attivare spesso la sola deumidificazione del condizionatore prima del freddo. Se il condizionatore c’è già, la modalità dry (il simbolo della goccia, spiegato nella guida ai simboli del telecomando del condizionatore) è la prima cosa da provare.
Secondo ENEA un condizionatore per una camera da letto assorbe in media circa 0,9 kW quando raffredda. Un deumidificatore portatile ha senso dove il condizionatore non c’è, d’inverno per il bucato steso in casa o nelle stanze con problemi di umidità che il climatizzatore non raggiunge. Il confronto corretto, ancora una volta, si fa sulle potenze indicate nelle targhette.
Umidità e muffa: il problema a monte
Il deumidificatore cura il sintomo. ENEA, nella sua guida alla riqualificazione energetica degli edifici, spiega il meccanismo: d’inverno, in una casa mal isolata, le pareti sono molto più fredde dell’aria interna; quando l’aria è carica di vapore (una pentola che bolle, una doccia calda) sui muri freddi si forma condensa, che favorisce la muffa. In una casa ben isolata le pareti interne restano più calde e la condensa si forma meno facilmente.
Due abitudini riducono il lavoro del deumidificatore:
- eliminare subito il vapore: ENEA consiglia di aprire la finestra o accendere l’aspiratore prima di cucinare o fare la doccia, e di tenerlo acceso almeno dieci minuti dopo aver finito;
- arieggiare nelle ore più asciutte invece di tenere le finestre chiuse tutto il giorno.
Se la muffa torna ogni inverno sugli stessi muri, il problema è l’isolamento: costi e detrazioni dell’intervento più efficace sono nella guida al cappotto termico esterno.
Come spendere meno
Le regole d’uso sono semplici: umidostato impostato, porte e finestre chiuse mentre lavora, filtro pulito, apparecchio scelto per la dimensione della stanza. La parte che spesso si trascura è il prezzo dell’energia: lo stesso deumidificatore costa di più o di meno a seconda del contratto. Per verificare il tuo, i kWh consumati e il prezzo pagato sono in bolletta (la guida su come leggere la bolletta della luce spiega dove trovarli); oppure puoi caricare la bolletta su Billding e scoprire gratis se esiste un’offerta più conveniente per i tuoi consumi.
Lo stesso metodo di calcolo vale per stufette, forno, condizionatore e tutti gli apparecchi con una potenza dichiarata: altre guide sui consumi di casa sono raccolte nella sezione casa e risparmio.
Domande frequenti
Quanto consuma un deumidificatore in un’ora?
Consuma la sua potenza per il tempo di funzionamento: un apparecchio da 250 watt acceso per un’ora consuma al massimo 0,25 kWh. La potenza è scritta sulla targhetta o nel manuale. Il consumo reale è spesso più basso, perché quando l’umidità scende al livello impostato il compressore si ferma.
Si può dormire con il deumidificatore acceso?
Sì, se l’apparecchio è abbastanza silenzioso da non disturbare il sonno e se imposti un livello di umidità sull’umidostato, così si ferma da solo quando l’aria è asciutta. In alternativa puoi accenderlo un paio d’ore prima di andare a letto e spegnerlo al momento di dormire.
Il deumidificatore in camera da letto fa male?
Non fa male se usato con l’umidostato: il rischio è solo di seccare troppo l’aria lasciandolo acceso senza controllo per tutta la notte. Tienilo lontano dal letto e dalle pareti, non coprire le griglie e svuota o pulisci regolarmente la tanica.
Consuma di più un deumidificatore o un condizionatore?
Dipende dai modelli: confronta la potenza assorbita sulle due targhette. Secondo ENEA un condizionatore da camera assorbe in media circa 0,9 kW in raffreddamento. Se il problema è solo l’umidità, ENEA suggerisce di provare la funzione di sola deumidificazione del condizionatore prima del freddo.