Per disattivare un’offerta mobile senza chiudere la SIM basta l’app o l’area clienti dell’operatore: con TIM, per esempio, l’offerta si disattiva da MyTIM, al numero gratuito 40916 o al 119. Se vuoi lasciare l’operatore, la strada più semplice è la portabilità del numero verso un altro; i costi di uscita sono limitati dalla legge Bersani.
Come disattivare un’offerta mobile: tre casi diversi
“Disattivare un’offerta” può voler dire tre cose, e ognuna ha una procedura diversa:
| Cosa vuoi fare | Cosa succede alla SIM | Dove si fa |
|---|---|---|
| Togliere un’offerta o un’opzione | La SIM resta attiva, con il credito residuo | App, area clienti, servizio clienti |
| Fermare il rinnovo automatico | L’offerta resta fino alla scadenza, poi non si rinnova | App o area clienti |
| Chiudere la linea | Il numero viene cessato o portato a un altro operatore | Recesso o portabilità |
Su una ricaricabile, togliere l’offerta senza attivarne un’altra non azzera la spesa: la SIM resta sul piano base a consumo, e ogni chiamata o giga si paga a tariffa. Le schede delle offerte TIM, per esempio, precisano che senza altre offerte attive il credito residuo si usa alle condizioni del piano base. Se il tuo obiettivo è spendere meno, conviene passare subito a un’offerta più economica, dello stesso operatore o di un altro.
Disattivare un’offerta TIM
Secondo le schede informative delle offerte ricaricabili TIM, il cliente può disattivare l’offerta in qualsiasi momento e senza costi con tre canali:
- Area MyTIM, dal sito o dall’app, nella sezione della linea mobile;
- numero gratuito 40916, che serve anche a cambiare piano base;
- Servizio Clienti 119, seguendo le indicazioni del risponditore automatico.
Per chiudere del tutto la linea, invece, nelle sue comunicazioni ai clienti TIM indica il modulo di cessazione online, lo stesso modulo inviato per posta o PEC, i negozi e il 119. Se ti serve parlare con una persona, nella guida al numero verde TIM trovi come arrivare a un operatore; la gestione delle offerte dall’app è spiegata nella guida a MyTIM.
Un dettaglio da conoscere: in alcune offerte TIM, se il credito non basta per il rinnovo, l’offerta viene sospesa e riparte alla prima ricarica sufficiente; dopo 180 giorni di sospensione viene disattivata. Lasciar finire il credito, quindi, non chiude l’offerta subito e non è un modo per chiudere la linea.
Disattivare promozioni Vodafone e WindTre
Con Vodafone la gestione passa dall’area personale e dall’app My Vodafone: nella sezione dei servizi e delle promozioni attive scegli la promozione e chiedi di disattivarne il rinnovo. Secondo le pagine di supporto Vodafone, la promozione resta utilizzabile fino alla scadenza naturale e poi non si rinnova. Dalla stessa app si disattivano anche i servizi digitali a pagamento. Se preferisci il telefono, i numeri utili sono nella guida al servizio clienti Vodafone.
Con WindTre il percorso è analogo: le opzioni attive si gestiscono dall’app e dall’area clienti, come spieghiamo nella guida a My WindTre, oppure tramite il servizio clienti. Prima di confermare, controlla nella scheda dell’offerta se la disattivazione fa perdere sconti legati alla durata.
I menu delle app cambiano spesso, il principio no: per legge ogni operatore deve permetterti di recedere con le stesse forme usate per attivare il contratto, come vediamo più avanti.
Chiudere la SIM: recesso o portabilità
Se vuoi chiudere la linea hai due strade.
La portabilità verso un altro operatore è la più semplice. Firmi con il nuovo operatore e chiedi di portare il numero: la richiesta contiene già la tua volontà di recedere dal vecchio contratto, quindi non serve nessuna disdetta. Secondo l’accordo quadro sulla portabilità del numero mobile pubblicato da AGCOM, il passaggio avviene entro un giorno lavorativo dalla validazione della richiesta. Tutti i passaggi sono nella guida su come cambiare operatore senza cambiare numero.
Il recesso semplice serve quando il numero non ti serve più. Per il decreto Bersani le modalità di recesso devono essere semplici, seguire le stesse forme usate per l’attivazione e comprendere sempre un canale telematico; il preavviso non può superare 30 giorni.
In entrambi i casi hai diritto al credito residuo: le linee guida AGCOM della delibera 487/18/CONS riconoscono la restituzione dopo la chiusura del contratto e, con la portabilità, il trasferimento sulla nuova SIM. Restano esclusi i bonus e il credito regalato dalle promozioni.
Quanto costa disattivare un’offerta mobile
Il decreto Bersani (decreto legge 7/2007, convertito dalla legge 40/2007) vieta le penali: puoi recedere o cambiare operatore senza vincoli temporali, pagando solo spese giustificate dai costi dell’operatore. Le linee guida AGCOM distinguono tre voci che ti possono essere chieste:
- Costi di disattivazione: coprono le operazioni per chiudere o trasferire la linea. Non possono superare il minore tra i costi reali e il “valore del contratto”, che AGCOM definisce come la media dei canoni mensili attesi: in pratica, al massimo un canone medio.
- Restituzione degli sconti: se hai avuto una promozione legata a una durata minima, l’operatore può chiederne una parte, con importi equi e proporzionati alla durata residua della promozione.
- Rate residue: se paghi a rate uno smartphone o l’attivazione, puoi scegliere se continuare con le rate o saldarle in un’unica soluzione.
Queste voci vanno pubblicate nella pagina trasparenza tariffaria dell’operatore, con l’importo per ogni mese in cui potresti recedere, e comunicate quando firmi. Per sapere quanto paghi, cerca la tua offerta in quella pagina: se l’addebito non corrisponde, hai motivo di reclamo. Per molte ricaricabili, peraltro, la disattivazione dell’offerta è gratuita, come nella scheda TIM citata sopra.
Se stai disattivando un’offerta perché costa troppo, il passo successivo è capire quanto puoi risparmiare: confronta le offerte di internet e telefonia con Billding, il confronto è gratuito. Per orientarti sul mobile, la nostra guida alle offerte con più giga mette a confronto prezzi e giga inclusi.
Quando puoi disattivare senza costi
Ci sono tre casi in cui l’uscita è gratuita per legge o per regolamento:
- Entro 14 giorni dalla firma, se il contratto è a distanza (online, telefono) o fuori dai locali commerciali: è il diritto di ripensamento dell’articolo 52 del Codice del consumo, senza obbligo di motivazione.
- Se l’operatore modifica le condizioni: secondo la pagina AGCOM sulla trasparenza dei contratti, l’avviso deve arrivare con almeno 30 giorni di anticipo e puoi recedere entro 60 giorni dalla comunicazione senza penali né costi di disattivazione.
- Dopo i primi 24 mesi: per i contratti firmati dopo la delibera AGCOM 307/23/CONS, trascorsi 24 mesi dalla stipula puoi recedere in qualsiasi momento con un mese di preavviso, senza penali né costi di disattivazione. Restano dovuti il servizio fino alla data del recesso e le eventuali rate del telefono.
Servizi a pagamento attivati senza consenso
Se sul credito trovi addebiti per abbonamenti che non ricordi di aver chiesto (giochi, contenuti via SMS, servizi di terzi), non è un’offerta da disattivare ma un servizio che non poteva partire: il decreto Bersani vieta di attivare servizi in abbonamento senza il consenso espresso e documentato del cliente. Chiedi al servizio clienti la disattivazione e il rimborso e, per il futuro, il blocco di questi servizi: Vodafone, per esempio, nella sua Carta del cliente prevede il blocco anche selettivo dei servizi a sovrapprezzo.
Se l’operatore non risolve, secondo AGCOM il tentativo di conciliazione (su ConciliaWeb, gratuito) è obbligatorio prima di rivolgersi a un giudice. Altre procedure utili sono nelle nostre guide su telefonia e internet.
Prima di attivare la prossima offerta, verifica con Billding quanto spendi oggi per internet e telefonia: è il modo più rapido per non ritrovarti a disattivare di nuovo tra qualche mese.
Domande frequenti
Come si disattiva un’offerta TIM?
Dall’area MyTIM (sito o app), chiamando il numero gratuito 40916 o il Servizio Clienti 119. Secondo le schede delle offerte ricaricabili TIM la disattivazione è possibile in qualsiasi momento e senza costi; se non attivi un’altra offerta, la SIM resta sul piano base a consumo.
Disattivare un’offerta mobile costa qualcosa?
Togliere un’opzione su una ricaricabile è spesso gratuito. Se chiudi il contratto prima della scadenza, l’operatore può chiedere costi di disattivazione (secondo AGCOM al massimo pari a un canone medio dell’offerta), una parte degli sconti ricevuti e le rate residue del telefono, che puoi scegliere di continuare a pagare a rate.
Se cambio operatore devo prima disdire l’offerta?
No. Con la portabilità del numero è il nuovo operatore a gestire il passaggio, e la richiesta contiene già la tua volontà di recedere dal vecchio contratto. Se cessi la linea prima, il numero non è più attivo e la portabilità viene rifiutata.
Che fine fa il credito residuo quando chiudo la SIM?
Ti spetta. Secondo le linee guida AGCOM della delibera 487/18/CONS hai diritto alla restituzione del credito residuo dopo la chiusura del contratto e, se porti il numero, al suo trasferimento sulla nuova SIM. Sono esclusi i bonus e il credito omaggio delle promozioni.
Posso disattivare un’offerta appena attivata?
Sì, se l’hai attivata online, per telefono o fuori dai locali commerciali: il Codice del consumo ti dà 14 giorni per recedere senza motivazione. Per i contratti firmati in negozio questo diritto non è previsto dalla legge, ma restano le regole del decreto Bersani sui costi di uscita.