Per la disdetta di un contratto luce e gas scrivi al tuo venditore, con un preavviso massimo di un mese, e chiedi la disattivazione del contatore: il distributore deve eseguirla entro 5 giorni lavorativi. Se invece cambi fornitore restando nella stessa casa non devi disdire nulla, perché il recesso lo invia il nuovo venditore.
Disdetta contratto luce e gas: quando serve
Prima di scrivere al fornitore conviene capire quale pratica ti serve davvero. Nel linguaggio comune “disdetta” copre tre situazioni diverse, e solo una richiede di chiudere il contatore:
| Situazione | Pratica giusta | Cosa succede al contatore |
|---|---|---|
| Resti in casa e cambi fornitore | Nessuna disdetta: firmi il nuovo contratto | Resta attivo |
| Lasci la casa e nessuno subentra | Recesso e disattivazione | Viene chiuso |
| Lasci la casa e qualcuno subentra | Voltura a nome del nuovo occupante | Resta attivo |
Il terzo caso è il più sottovalutato. Se vendi o affitti la casa a qualcuno che userà la stessa fornitura, chiudere il contatore costringe il nuovo occupante a un subentro, con tempi e costi in più. Meglio coordinarsi e fargli fare la voltura: le procedure sono nella guida alla voltura con cambio fornitore per la luce e nella guida alla voltura del gas.
Come inviare la disdetta al venditore
Quando vuoi davvero cessare la fornitura, il passaggio è uno: secondo l’Atlante ARERA, il cliente invia direttamente al venditore la comunicazione di recesso in forma scritta, con un preavviso non superiore a un mese che decorre da quando il venditore la riceve. La stessa regola vale per il gas. Le norme di riferimento sono nella delibera ARERA 302/2016/R/com.
Insieme al recesso chiedi la disattivazione della fornitura, che secondo ARERA va richiesta al proprio venditore con i canali e le modalità che il venditore stesso indica: area clienti, modulo da inviare per email o PEC, raccomandata, negozio. Nella richiesta di solito servono:
- nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario;
- codice POD per la luce e codice PDR per il gas, che trovi in bolletta;
- indirizzo della fornitura e indirizzo a cui mandare la bolletta di chiusura;
- copia di un documento d’identità, se il venditore la chiede;
- un recapito telefonico, nel caso il tecnico debba accedere al contatore.
Conserva la prova dell’invio, per esempio la ricevuta della PEC o della raccomandata: il preavviso conta dalla ricezione. L’autolettura, invece, qui non serve: secondo ARERA la possibilità di comunicarla per la bolletta di chiusura riguarda cambio di venditore e voltura, non la disattivazione, in cui il contatore viene chiuso dal distributore.
Tempi della disattivazione
Una volta ricevuta la richiesta, il venditore la passa al distributore, cioè la società che gestisce la rete della tua zona. Per la luce, secondo l’Atlante ARERA, il venditore ha 2 giorni lavorativi per inoltrarla e il distributore deve disattivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi da quando la riceve. Lo stesso limite di 5 giorni lavorativi vale per il gas.
Dopo la chiusura arriva l’ultima bolletta. Secondo ARERA, la bolletta di chiusura deve arrivarti entro 6 settimane dalla data di cessazione. Contiene il conguaglio dei consumi fino alla disattivazione ed eventuali restituzioni, come il deposito cauzionale.
Quanto costa la disdetta
Bisogna distinguere due costi: quello del recesso, cioè dell’uscita dal contratto, e quello della disattivazione, cioè della chiusura del contatore.
Il recesso secondo ARERA in generale non ha costi. Per la luce c’è un’eccezione: i contratti a prezzo fisso e durata determinata possono prevedere un onere se esci prima della scadenza, a condizione che sia indicato nel contratto con il suo importo massimo, approvato espressamente da te e riportato nella scheda sintetica alla voce sulle modalità e gli oneri per il recesso. Per il gas, secondo l’Atlante ARERA, il recesso non ha costi. Il tema delle penali è approfondito nella guida su penali e cambio di gestore.
La disattivazione ha invece un costo che dipende dal servizio:
| Fornitura | Costo della disattivazione |
|---|---|
| Luce in maggior tutela | Contributo di 23 euro al venditore per oneri amministrativi |
| Luce nel mercato libero | Quanto previsto dal contratto |
| Gas | Quanto previsto dal contratto; il distributore addebita al venditore 30 euro per i contatori fino alla classe G6 |
Le cifre sono quelle dell’Atlante ARERA per la luce e per il gas. Di solito il costo compare nella bolletta di chiusura. Nella stessa bolletta, se avevi versato un deposito cauzionale, deve tornare indietro: come funziona lo spiega la guida al deposito cauzionale luce e gas.
Indennizzi se la disattivazione arriva in ritardo
Se il distributore non rispetta i 5 giorni lavorativi per motivi che dipendono da lui, hai diritto a un indennizzo automatico, senza dover fare domanda. Secondo ARERA, per i clienti domestici in bassa tensione della luce e per i contatori gas fino alla classe G6 l’indennizzo è:
- 35 euro per un ritardo fino al doppio del tempo previsto;
- 70 euro se il ritardo supera il doppio del tempo previsto;
- 105 euro se supera il triplo.
L’indennizzo viene accreditato in bolletta, come indica l’Atlante ARERA per la luce e per il gas.
Cambio fornitore: la disdetta non serve
Molte ricerche sulla disdetta partono in realtà da un’altra esigenza: pagare meno. In questo caso non c’è niente da disdire. Secondo l’Atlante ARERA, quando firmi un nuovo contratto dai al nuovo venditore il mandato a recedere dal vecchio: è lui a inviare il recesso al venditore uscente per tuo conto, rispettando il preavviso. Tu non contatti il vecchio fornitore e la fornitura non si interrompe.
Se invece chiedi la disattivazione prima di aver firmato con il nuovo venditore, rischi di trovarti con il contatore chiuso e di dover passare da un subentro per riaverlo. L’ordine corretto è sempre: scegli l’offerta, firmi, e lasci che il cambio parta da solo. I passaggi sono nella guida su come cambiare fornitore luce e gas.
Per scegliere l’offerta, carica una bolletta su Billding e confronta le offerte luce e gas sui tuoi consumi reali: il comparatore ti mostra il risparmio annuo prima che tu firmi. Per le altre pratiche sulle utenze trovi tutte le guide su luce e gas.
Domande frequenti
Come si fa la disdetta di un contratto luce e gas?
Si invia al proprio venditore una comunicazione scritta di recesso, con un preavviso di massimo un mese, e si chiede la disattivazione della fornitura con i canali indicati dal venditore. Il venditore inoltra la richiesta al distributore, che chiude il contatore entro 5 giorni lavorativi.
Se cambio fornitore devo fare la disdetta?
No. Secondo ARERA, quando firmi con un nuovo venditore gli dai mandato di recedere dal vecchio contratto: è il nuovo venditore a inviare il recesso per tuo conto. La fornitura non si interrompe e non devi contattare il fornitore uscente.
Quanto costa disdire un contratto luce e gas?
Il recesso in genere non ha costi; per la luce, i contratti a prezzo fisso e durata determinata possono prevedere un onere se esci prima della scadenza, indicato nel contratto. La disattivazione del contatore costa 23 euro in maggior tutela, mentre nel mercato libero dipende dal contratto.
Cosa succede se il distributore disattiva il contatore in ritardo?
Hai diritto a un indennizzo automatico di 35 euro, accreditato in bolletta, se il ritardo dipende dal distributore. L’importo raddoppia se il ritardo supera il doppio del tempo previsto e triplica oltre il triplo, secondo le regole ARERA per luce e gas.
Quando arriva l’ultima bolletta dopo la disdetta?
La bolletta di chiusura deve arrivare entro 6 settimane dalla data di cessazione della fornitura, secondo ARERA. Contiene il conguaglio dei consumi fino alla chiusura e, se lo avevi versato, la restituzione del deposito cauzionale.