Luce e Gas

Quanto Costa un kWh nel 2026: il Prezzo della Corrente e le Voci in Bolletta

6 agosto 2024 Aggiornato il 17 ottobre 2026
Quanto Costa un kWh nel 2026: il Prezzo della Corrente e le Voci in Bolletta

Un kWh di energia elettrica costa oggi 43,43 centesimi tutto compreso per il cliente tipo, secondo il prezzo di riferimento ARERA della Maggior Tutela in vigore dal 1° ottobre 2026, tasse incluse. All’ingrosso il PUN Index GME è stato in media di 0,2075 €/kWh a settembre 2026 e nella prima metà di ottobre è salito ancora.

Quanto costa un kWh oggi

I numeri di riferimento, dal prezzo di borsa a quello che si legge in bolletta:

RiferimentoValore
PUN Index GME, media di settembre 20260,2075 €/kWh
PUN Index GME, media dal 1° al 17 ottobre 2026 (provvisoria)0,2157 €/kWh
PUN Index GME, valore giornaliero più alto di ottobre0,2350 €/kWh (16 ottobre)
Prezzo di riferimento ARERA per il cliente tipo dal 1° ottobre 2026, tasse incluse43,43 centesimi/kWh
Spesa annua del cliente vulnerabile tipo nel 2026, stima ARERA665,38 euro

Il valore all’ingrosso lo pubblica ogni giorno il GME (Gestore dei Mercati Energetici). Quello finale dipende dalla struttura delle tariffe stabilita da ARERA, l’Autorità di regolazione: per il quarto trimestre 2026 l’aggiornamento per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela segna un +37,3% rispetto al trimestre precedente, e la spesa annua del cliente tipo nel 2026 sale a 665,38 euro, il 9,3% in più del 2025. Valori verificati il 17 ottobre 2026 sui siti di ARERA e del GME.

Secondo ARERA il rincaro riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso nel trimestre e i prezzi del terzo trimestre, più alti del previsto: pesa l’instabilità geopolitica sul gas, a cui il prezzo dell’elettricità italiana resta legato. Secondo il GME, a settembre il PUN Index è cresciuto del 90,3% rispetto a settembre 2025. Chi vuole seguire il dato giorno per giorno trova la serie aggiornata nella guida al PUN oggi.

Cos’è il kWh e come si legge in bolletta

Il kilowattora (kWh) è l’unità con cui si misura e si fattura l’energia elettrica: corrisponde alla potenza di 1 kW assorbita per un’ora. Un forno da 2 kW acceso per mezz’ora consuma 1 kWh; una lampadina LED da 10 W ne consuma uno ogni 100 ore.

In bolletta il kWh compare in tre punti: nella lettura del contatore (i consumi del periodo, divisi per fascia oraria), nel dettaglio della spesa per la materia energia (quanti kWh e a che prezzo) e nel prezzo medio unitario, ossia il totale della bolletta diviso per i kWh consumati. È quest’ultimo il numero da usare quando ci si chiede “quanto pago un kWh”, perché include tutto.

Per capire dove trovare queste voci e i codici che identificano la fornitura c’è la guida al codice POD.

Da cosa è composto il prezzo di un kWh

La cifra finale è la somma di quattro voci. Secondo ARERA, per il cliente tipo dal 1° ottobre 2026 i 43,43 centesimi per kWh si dividono così:

VoceCosa includeCentesimi per kWhPeso
Spesa per la materia energiaApprovvigionamento dell’energia (27,64) e commercializzazione (2,11)29,7568,5%
Trasporto e gestione del contatoreDistribuzione, misura, trasmissione: tariffe regolate da ARERA6,1814,2%
Oneri di sistemaIncentivi alle rinnovabili (ASOS), altri oneri generali (ARIM)3,327,6%
ImposteAccisa e IVA al 10% per uso domestico4,189,6%

Due conseguenze pratiche. La prima: il fornitore decide solo la materia energia, che oggi però vale più di due terzi della bolletta; le altre voci sono uguali per tutti, a parità di potenza e consumo. La seconda: una parte del costo è fissa, indipendente dai kWh consumati, quindi chi consuma poco paga un prezzo unitario più alto. Il dettaglio delle componenti regolate è nella guida agli oneri di sistema in bolletta.

Le perdite di rete

Tra la centrale e il contatore una parte dell’energia si disperde lungo le linee. ARERA la quantifica in modo convenzionale (circa il 10% per le utenze in bassa tensione) e il fornitore la addebita moltiplicando i kWh consumati per questo fattore. Nelle offerte indicizzate si legge spesso “PUN + spread, perdite incluse” oppure “perdite escluse”: nel secondo caso il prezzo reale è più alto di quello in evidenza.

Prezzo fisso o indicizzato al PUN

Sul mercato libero il prezzo della materia energia si può scegliere in due forme.

  • Indicizzato: si paga la media mensile del PUN Index GME più uno spread fisso del fornitore (per esempio 0,020 €/kWh in Enel Flex Luce e 0,0278 €/kWh in WINDTRE New Start Casa, secondo le schede del Portale Offerte di ARERA). Segue il mercato: conviene quando l’ingrosso scende, costa di più in mesi come settembre e ottobre 2026.
  • Fisso: il prezzo della materia energia è bloccato per 12 o 24 mesi. Costa qualcosa in più dell’indicizzato nei mesi tranquilli, ma protegge dai rialzi.

Con l’ingrosso in forte rialzo nell’autunno 2026, l’indicizzato resta interessante solo con uno spread basso; chi non vuole sorprese sceglie il fisso. Il confronto tra le due formule, con i casi in cui conviene l’una o l’altra, è nella guida prezzo indicizzato o fisso.

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Fasce orarie: monoraria, bioraria e trioraria

Le fasce orarie definite da ARERA valgono per tutti i fornitori:

FasciaQuando
F1Lunedì-venerdì dalle 8 alle 19
F2Lunedì-venerdì 7-8 e 19-23, sabato 7-23
F3Tutti i giorni 23-7, domenica e festivi per l’intera giornata

Un’offerta monoraria applica lo stesso prezzo in ogni fascia. Una bioraria distingue F1 da F2+F3 (spesso indicata come F23), con un prezzo più basso la sera, la notte e nel weekend. La trioraria distingue tutte e tre le fasce.

La regola pratica: la bioraria conviene se almeno i due terzi dei consumi cadono in F2 e F3. È il caso di chi lavora fuori casa tutto il giorno e concentra lavatrice, lavastoviglie e cucina dopo le 19. Chi lavora da casa o ha una pompa di calore accesa di giorno di solito spende meno con la monoraria. Il contatore elettronico registra i consumi per fascia: basta guardare la bolletta per sapere in quale gruppo si rientra. Approfondimento nella guida alle fasce orarie F1, F2 e F3.

Chi è ancora in tutela: Maggior Tutela e Tutele Graduali

Dal 1° luglio 2024 il mercato tutelato dell’energia elettrica è chiuso per i clienti non vulnerabili. Oggi esistono tre situazioni:

  • Mercato libero: la grande maggioranza delle famiglie. Il prezzo lo fissa il fornitore.
  • Servizio di Maggior Tutela per i vulnerabili: circa 3 milioni di clienti (over 75, percettori di bonus sociale, persone con disabilità, utenze in isole minori o strutture di emergenza). Il prezzo lo aggiorna ARERA ogni trimestre: +37,3% nel quarto trimestre 2026.
  • Servizio a Tutele Graduali: chi non aveva scelto un fornitore a luglio 2024 è stato assegnato per tre anni a un operatore selezionato con asta, a condizioni definite da ARERA. Il servizio termina il 31 marzo 2027, e chi vi si trova riceverà una proposta dal fornitore assegnatario o potrà scegliere sul mercato libero prima di quella data.

Come si è arrivati a questo assetto è raccontato nell’articolo sulla chiusura del mercato tutelato.

Quanto costa un kWh nel tempo: lo storico

Il prezzo finale della famiglia tipo, secondo la serie ARERA in €/kWh tasse incluse, mostra quanto la crisi energetica abbia pesato e quanto sia rientrata:

PeriodoPrezzo finale famiglia tipo
2021, primo trimestre0,20 €/kWh
2022, quarto trimestre0,66 €/kWh (massimo storico)
2026, quarto trimestre0,43 €/kWh (+37,3% sul trimestre precedente)

All’ingrosso, secondo il GME, il PUN è passato da 0,1091 €/kWh di settembre 2025 a 0,2075 di settembre 2026 (+90,3% su base annua), ma l’effetto in bolletta è attenuato dal peso delle componenti regolate, che non seguono il mercato. Le tabelle complete anno per anno sono nello storico dei prezzi ARERA.

Come ridurre il costo per kWh

Tre leve, in ordine di efficacia:

  1. Cambiare offerta. Anche tra le offerte di uno stesso fornitore la differenza sulla sola materia energia supera 0,05 €/kWh: sulle schede a prezzo fisso di Enel Energia pubblicate sul Portale Offerte si va da 0,1594 a 0,211 €/kWh. Su 2.700 kWh l’anno sono circa 140 euro. Il cambio è gratuito, non interrompe la fornitura e richiede circa un mese: la procedura è nella guida su come cambiare fornitore.
  2. Scegliere la fascia giusta. Se i consumi sono davvero serali e nel weekend, la bioraria taglia il prezzo di F2 e F3.
  3. Verificare la potenza impegnata. Parte della quota fissa dipende dai kW del contatore: passare da 4,5 a 3 kW, quando i consumi lo permettono, riduce la spesa annua di trasporto.

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Domande frequenti

Quanto costa 1 kWh di energia elettrica oggi?

Il riferimento ufficiale è il prezzo ARERA per il cliente tipo in Maggior Tutela: dal 1° ottobre 2026 vale 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. All’ingrosso il PUN Index GME è stato in media di 0,2075 €/kWh nell’ultimo mese completo, settembre 2026. Nel mercato libero il numero esatto dipende dall’offerta e dai consumi.

Quanto costano 100 kWh di corrente?

Al prezzo di riferimento ARERA di 43,43 centesimi per kWh tasse incluse, 100 kWh valgono circa 43 euro. Attenzione però alla quota fissa: le voci di trasporto e la parte fissa degli oneri si pagano anche a consumo zero, quindi per chi consuma poco il costo per singolo kWh risulta più alto.

Quanto costano 200 kWh al mese?

200 kWh al mese corrispondono a 2.400 kWh l’anno. Al prezzo di riferimento ARERA del quarto trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh tasse incluse, la spesa è di circa 87 euro al mese. Con un’offerta del mercato libero il conto cambia in base al prezzo della materia energia e alla quota fissa.

Che differenza c’è tra il PUN e il prezzo che pago in bolletta?

Il PUN Index GME è il prezzo all’ingrosso della sola energia. In bolletta a quel valore si aggiungono lo spread del fornitore, le perdite di rete (circa il 10%), la spesa per trasporto e gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Per questo un PUN intorno a 0,21 €/kWh diventa, nel quarto trimestre 2026, un prezzo di riferimento ARERA di 43,43 centesimi tutto compreso.

Conviene la tariffa monoraria o quella bioraria?

La bioraria conviene solo se almeno due terzi dei consumi cadono in fascia F2 e F3, cioè la sera dalle 19, la notte, il weekend e i festivi. Con i consumi distribuiti nella giornata la monoraria, che applica lo stesso prezzo a ogni ora, di solito costa meno o uguale.

Foto di Nicolò Sozzi

CEO di Billding

Nicolò Sozzi è co-fondatore e CEO di Billding, inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2026. Ingegnere gestionale, prima di Billding ha lavorato in Amazon come area manager e poi strategic account manager. Guida la strategia dell'azienda e scrive di mercato dell'energia, offerte luce e gas e risparmio in bolletta.

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