E.ON propone alle partite IVA offerte luce e gas a prezzo bloccato per 12 o 24 mesi oppure a prezzo variabile, con energia certificata da Garanzie di Origine e attivazione online. Le variabili hanno prezzi pubblici: la luce online costa PUN + 0,0103 €/kWh più 16 euro al mese. Il prezzo al kWh delle offerte fisse, invece, non è pubblicato.
E.ON business: cosa offre a chi ha partita IVA
La gamma business di E.ON si rivolge a professionisti, negozi, studi e piccole imprese con contatore non domestico. Si attiva sulla sola elettricità, sul solo metano oppure su entrambe le forniture riunite in un unico contratto, e in due varianti di prezzo alternative.
Sulla versione a prezzo bloccato, la componente energia resta invariabile per 12 o 24 mesi a seconda della proposta. Le altre voci della bolletta non sono coperte dal blocco: trasporto, gestione del contatore e oneri di sistema seguono gli aggiornamenti dell’Autorità e cambiano anche durante il periodo di prezzo fisso. È una distinzione che pesa sul conto finale, perché su un’utenza business quelle voci valgono una quota rilevante dell’importo.
Sulla versione a prezzo variabile la materia prima viene invece agganciata a un indice di borsa: la bolletta si muove ogni mese, in discesa quando i mercati scendono e in salita quando risalgono. Chi deve iscrivere a bilancio un costo energetico prevedibile sta meglio con il prezzo bloccato; chi regge le oscillazioni incassa i ribassi nel mese in cui arrivano. La differenza tra le due logiche è spiegata nella guida su prezzo indicizzato o fisso.
I prezzi delle offerte variabili
Le offerte variabili per partita IVA sono le sole con prezzi pubblicati. Queste sono le condizioni delle schede di E.ON pubblicate sul Portale Offerte di ARERA, valide dal 24 settembre al 21 ottobre 2026, con condizioni economiche di 12 mesi:
| Offerta | Prezzo materia prima | Quota fissa |
|---|---|---|
| E.ON LuceDinamica Click ECO (solo online) | PUN + 0,01034 €/kWh | 192,71 €/anno |
| E.ON LuceDinamica Easy ECO | PUN + 0,01628 €/kWh | 192,71 €/anno |
| E.ON LuceDinamica ECO | PUN + 0,02486 €/kWh | 192,71 €/anno |
| E.ON Gas Dinamica Click | PSV + 0,0915 €/Smc | 193,64 €/anno |
| E.ON Gas Impresa Easy | PSV + 0,1204 €/Smc | 193,64 €/anno |
| E.ON Gas Impresa | PSV + 0,1695 €/Smc | 193,64 €/anno |
La quota fissa somma due voci per punto di fornitura: sulla luce 142,71 euro l’anno di commercializzazione e vendita più 50 euro di gestione energetica, cioè circa 16 euro al mese. Sul gas lo spread è la somma di tre voci (prezzo energia, oneri integrativi di vendita e quota variabile di vendita): per Gas Dinamica Click fanno 0,062 più 0,0295 €/Smc. Il PUN e il PSV si aggiungono ogni mese al valore del periodo; le schede luce indicano i prezzi al lordo delle perdite di rete.
Prezzi verificati il 17 ottobre 2026 sulle schede pubblicate sul Portale Offerte di ARERA e sul sito di E.ON. Per le offerte a prezzo fisso il sito non riporta il prezzo al kWh.
Energia elettrica con Garanzie di Origine
L’energia elettrica venduta nella gamma business è certificata da fonti rinnovabili tramite Garanzie di Origine, il titolo che attesta l’origine rinnovabile di una quantità di energia immessa in rete. Per un’attività che comunica la propria impronta ambientale è un documento spendibile, perché la certificazione è tracciabile e rilasciata da un ente terzo.
Attivazione online e costi delle pratiche
La sottoscrizione avviene online e E.ON non applica costi di attivazione dell’offerta: il cambio fornitore è gratuito e parte alla prima data utile, indicativamente 45 giorni lavorativi dopo la richiesta. Per voltura e subentro la pagina dell’offerta indica invece un corrispettivo commerciale E.ON di 23 euro, con tempi di 5 e 7 giorni lavorativi.
Quanto costa davvero una bolletta business
Il prezzo al kWh non basta a capire la spesa. Su un’utenza intestata a partita IVA la bolletta si compone di quattro blocchi, e solo il primo è negoziabile con il venditore:
- Spesa per la materia energia: il costo dell’energia o del gas più la maggiorazione del venditore. È la parte che cambia da offerta a offerta.
- Quota fissa di commercializzazione: un importo mensile o annuo per punto di fornitura, indipendente dai consumi. Con luce e gas attivi le quote sono due, non una.
- Trasporto, distribuzione e oneri di sistema: definiti dall’Autorità, identici per tutti i venditori a parità di tariffa di rete.
- Accise e IVA: fissate per legge, con aliquote diverse da quelle di casa.
Su un’attività con consumi contenuti, come uno studio professionale, la quota fissa può pesare più della differenza di prezzo al kWh tra due offerte. È il primo numero da cercare in un preventivo, e va confrontato per punto di fornitura, non per contratto.
IVA: il 22% è la regola, il 10% l’eccezione
Sulle utenze non domestiche l’aliquota ordinaria è il 22%, contro il 10% applicato agli usi domestici. Il decreto IVA conserva però il 10% per luce e gas forniti alle imprese estrattive, agricole e manifatturiere: la previsione sta nella parte III della tabella A allegata al D.P.R. 633 del 1972, richiamata dall’Agenzia delle Entrate nella scheda sulle aliquote.
La differenza non è una questione di forma: un laboratorio artigiano che rientra tra le manifatturiere e paga il 22% perché il codice attività non è stato comunicato correttamente al venditore sta versando dodici punti percentuali di troppo su ogni bolletta. Vale la pena verificarlo sulla prima fattura.
Va poi ricordato che sulle utenze aziendali l’IVA è detraibile e il costo della fornitura è deducibile come spesa d’esercizio. È il motivo per cui il contatore dell’attività va intestato alla partita IVA e non alla persona fisica del titolare, anche quando i locali coincidono con l’abitazione.
Bonus sociali: non spettano all’attività
Le agevolazioni sulla bolletta previste per le famiglie in condizione di disagio economico riguardano solo le utenze domestiche. Su un contatore non domestico non sono applicabili, qualunque sia la dimensione dell’attività.
Se stai confrontando più preventivi e vuoi partire da un quadro delle offerte disponibili sul mercato, confronta le offerte luce e gas con Billding e usa i numeri che ottieni come metro per leggere quelli del venditore.
Se la tua attività è ancora nelle tutele graduali
Molte partite IVA non hanno mai scelto un venditore sul mercato libero e sono finite nel servizio a tutele graduali, il regime transitorio disegnato da ARERA dopo la fine del mercato tutelato. Le condizioni contrattuali ricalcano quelle delle offerte PLACET, mentre le condizioni economiche derivano dalle aste con cui l’Autorità ha assegnato le aree territoriali.
Chi vi rientra dipende dalla potenza impegnata e dalla dimensione dell’impresa:
- Microimprese, cioè le realtà sotto i 10 dipendenti che restano entro 2 milioni di euro di fatturato annuo, quando tutti i loro punti di prelievo hanno potenza impegnata fino a 15 kW. Nello stesso gruppo rientrano gli altri clienti non domestici con soli punti sotto quella soglia.
- Piccole imprese, cioè quelle comprese fra 10 e 50 dipendenti oppure fra 2 e 10 milioni di fatturato, con punti in bassa tensione. Qui rientrano anche le microimprese che hanno almeno un punto oltre i 15 kW.
Per entrambi i gruppi il servizio è assegnato fino al 31 marzo 2027, come indica ARERA nella pagina dedicata. Dopo quella data chi non ha scelto un venditore continua a essere rifornito dallo stesso fornitore, ma a condizioni di mercato libero decise dal venditore stesso. Restare fermi significa quindi accettare una proposta che non si è confrontata con nessun’altra: il quadro completo della transizione è nella guida sul passaggio al mercato libero dell’energia.
Come si attiva un’offerta E.ON business
La pratica da chiedere dipende dallo stato in cui trovi il contatore dei locali, e sono tre casi distinti:
- Contatore acceso e già intestato all’attività, con un altro venditore: serve un semplice cambio fornitore. Non si paga nulla, nessuno viene a toccare l’impianto e la corrente non salta neanche per un istante. L’unica cosa che cambia è il logo sulla fattura.
- Contatore acceso ma intestato a qualcun altro, tipicamente chi occupava i locali prima di te: la strada è la voltura, cioè il passaggio dell’intestazione, per cui E.ON chiede 23 euro. I passaggi e le tempistiche sono nella guida sulla voltura con cambio fornitore.
- Contatore spento, perché chi c’era prima ha chiuso il contratto: serve un subentro, con lo stesso corrispettivo E.ON di 23 euro.
Qualunque sia il caso, la modulistica chiede sempre le stesse cose. Recuperale prima di aprire il form, così non ti fermi a metà:
- denominazione, partita IVA e codice ATECO dell’attività;
- generalità del legale rappresentante: nome, cognome, codice fiscale e un documento d’identità in corso di validità;
- l’ultima fattura ricevuta: contiene il POD dell’utenza elettrica e il PDR di quella gas, i due codici che identificano i punti fisici (dove cercarli è spiegato nella guida al codice POD);
- IBAN aziendale e un indirizzo e-mail valido per le comunicazioni contrattuali.
Sul cambio fornitore vale la pena ricordare che non esistono penali per chi lascia un contratto a tempo indeterminato: le uniche voci legittime sono quelle previste da contratti a termine, come spiegato nell’approfondimento su cambiare gestore energia e penali.
Assistenza clienti E.ON per la partita IVA
Non esiste un centralino separato per chi ha partita IVA: si passa dagli stessi recapiti usati dai clienti di casa.
| Canale | Riferimento |
|---|---|
| Numero verde da rete fissa | 800 999 777 |
| Da cellulare o dall’estero | 02 9164 6102 |
| Orari con operatore | Da lunedì a sabato, tra le 8:00 e le 22:00, festivi esclusi |
L’app e l’area clienti coprono le operazioni ricorrenti: scaricare e pagare le bollette, inviare l’autolettura, aggiornare i dati della fornitura e seguire lo stato delle pratiche aperte. Per le richieste che non si chiudono online restano il telefono e i punti vendita sul territorio. L’elenco completo dei canali è nella guida su come contattare il servizio clienti E.ON.
Conviene? Come leggere un preventivo business
Un’offerta business si valuta su quattro numeri, non su uno:
- Il totale sopra l’indice, non solo lo spread. Nelle offerte a prezzo variabile la maggiorazione dichiarata in prima pagina è spesso affiancata da altre quote, che si sommano: nel gas di E.ON sono tre. Nel confronto va usata la somma.
- La quota fissa per punto di fornitura. Su consumi bassi decide l’esito del confronto più del prezzo al kWh.
- La durata del blocco. Un prezzo fisso a 12 mesi va rinegoziato dopo un anno; a scadenza, se non si interviene, si applicano le condizioni successive comunicate dal venditore.
- Le condizioni di pagamento. Alcune proposte business impongono la domiciliazione bancaria; altre ammettono il bollettino, che lascia il controllo sulle uscite del conto aziendale.
Il confronto va fatto sui consumi reali dell’attività, presi dalle bollette degli ultimi dodici mesi: un preventivo costruito su un consumo standard dice poco su quanto spenderà davvero un negozio aperto la domenica o un laboratorio che lavora di notte. Altre guide su fornitori, tariffe e bollette sono raccolte negli approfondimenti su luce e gas.
Quando hai i numeri delle bollette sotto mano, confronta le offerte luce e gas con Billding e verifica in pochi minuti se la proposta che hai in mano regge il confronto con il resto del mercato.
Domande frequenti
E.ON ha offerte luce e gas per la partita IVA?
Sì. E.ON propone offerte dedicate a partite IVA e professionisti, sia per la sola luce sia per il solo gas sia per le due forniture insieme. Nelle versioni a prezzo bloccato la componente energia resta invariabile per 12 o 24 mesi, mentre trasporto, gestione del contatore e oneri di sistema seguono gli aggiornamenti trimestrali dell’Autorità.
Quanto costa un’offerta E.ON business al kWh?
Dipende dalla formula. Per le offerte a prezzo variabile E.ON pubblica lo spread sopra l’indice e la quota fissa: la luce online LuceDinamica Click costa PUN più 0,0103 €/kWh, con 16 euro al mese di quota fissa. Per le offerte a prezzo fisso il sito non indica il prezzo al kWh: va letto nelle condizioni economiche prima di firmare.
Posso attivare l’offerta E.ON per la casa sul contatore della mia attività?
No. Negozi, studi e laboratori hanno un’utenza classificata come non domestica, e su quella classificazione poggia un contratto di tipo business. Aliquota IVA, accise e tariffe di rete seguono regole diverse da quelle di casa, quindi le condizioni domestiche non si possono applicare.
La mia attività è ancora nel servizio a tutele graduali: fino a quando?
Secondo ARERA il servizio a tutele graduali per microimprese e piccole imprese resta attivo fino al 31 marzo 2027. Dopo quella data, chi non ha scelto un venditore continua a essere rifornito dallo stesso fornitore, ma a condizioni di mercato libero.
Qual è il numero dell’assistenza E.ON per le partite IVA?
Non c’è un numero riservato a chi ha partita IVA: si chiama l’800 999 777 da rete fissa e lo 02 9164 6102 da cellulare o dall’estero, con operatore da lunedì a sabato, tra le 8:00 e le 22:00, festivi esclusi.
L’IVA sulla bolletta dell’attività è detraibile?
Sì, l’IVA sulle utenze intestate all’attività è detraibile secondo le regole ordinarie, e il costo della fornitura è deducibile come spesa d’esercizio. È la ragione per cui il contatore va intestato alla partita IVA e non alla persona fisica.