Con il modem libero puoi collegare alla linea internet di casa un modem o router di tua scelta invece di quello dell’operatore. Lo prevede la delibera AGCOM 348/18/CONS, che applica il regolamento europeo sull’internet aperta: l’operatore deve fornirti i parametri di configurazione e proporre ogni offerta anche senza modem, o renderlo facoltativo.
Vediamo cosa dice la delibera, cosa deve fare l’operatore, chi risponde dei guasti quando usi un apparato tuo e cosa succede a rate, comodato e restituzione quando cambi offerta.
Modem libero: cosa prevede la delibera AGCOM
La delibera 348/18/CONS, approvata dal Consiglio di AGCOM il 18 luglio 2018, attua l’articolo 3 del regolamento europeo 2015/2120 sull’accesso a un’internet aperta. Il principio è scritto nell’articolo 1: gli utenti hanno il diritto di usare apparecchiature terminali di loro scelta per accedere a internet, e gli accordi con l’operatore su prezzo, volumi di dati o velocità non possono limitare questo diritto.
Le conseguenze pratiche, sempre dall’articolo 1:
- l’operatore non può rifiutarsi di collegare un apparato che rispetta i requisiti previsti dalla normativa europea e nazionale;
- non può imporre costi aggiuntivi o ritardi ingiustificati;
- non può bloccare o peggiorare la qualità dei servizi inclusi nell’offerta perché usi un apparato tuo.
Il perimetro è ampio: secondo l’articolo 2 rientrano nella regola tutti gli apparati per l’accesso a internet installati a casa dell’utente e alimentati elettricamente. Durante la consultazione alcuni operatori sostenevano che il modem fosse parte della loro rete. AGCOM ha respinto questa lettura: il confine della rete pubblica è il punto terminale, cioè il punto fisico da cui l’utente accede alla rete, e un apparato come il modem non può essere considerato un punto.
Cosa deve fare l’operatore
La delibera non si limita al principio: fissa obblighi precisi su configurazione, offerte e contratti.
Parametri di configurazione
Per l’articolo 3 l’operatore deve permetterti di configurare correttamente il tuo apparato in uno di questi due modi:
- con un protocollo standard di autoconfigurazione, pubblicando sul proprio sito l’elenco aggiornato degli apparati compatibili;
- fornendoti le specifiche e tutti i parametri necessari, senza costi, attraverso almeno due canali tra questi: i documenti contrattuali, una comunicazione scritta inviata al più tardi all’attivazione (la lettera di benvenuto), l’area clienti sul sito e il call center.
Se l’offerta comprende servizi aggiuntivi su rete IP, come il telefono fisso, la scelta di un apparato tuo non può comportare costi non giustificati da vincoli tecnici motivati, né ritardi o peggioramenti di quei servizi.
Offerte con e senza modem
L’articolo 4 regola le offerte che includono il modem:
- per ogni offerta con apparato a pagamento l’operatore deve formulare un’offerta corrispondente senza, con i relativi costi esclusi, oppure rendere il modem facoltativo;
- se il modem è a pagamento, il contratto deve indicare a parte i costi di installazione, il numero e l’importo delle rate e l’eventuale prezzo di riscatto o di acquisto in un’unica soluzione. Anche in fattura i costi dell’apparato vanno separati da quelli di installazione, assicurazione, manutenzione e assistenza;
- le condizioni legate al modem non possono impedirti di non rinnovare il contratto o di recedere senza penali nei casi previsti dalla legge.
Quando l’operatore fornisce il modem insieme al collegamento, il contratto deve indicare in modo chiaro le eventuali restrizioni all’uso di apparati scelti da te, che devono essere motivate e approvate da AGCOM.
Assistenza: chi risponde se il modem è tuo
Qui la delibera è netta, ed è il punto su cui si fa più confusione. Per l’articolo 3 installazione, collaudo e manutenzione di un apparato scelto da te sono attività libere, che puoi affidare a chi vuoi, e l’operatore non risponde di manutenzione e guasti che riguardano solo il funzionamento di quell’apparato.
L’operatore resta responsabile della linea e deve comunque darti, tramite i canali di assistenza, le informazioni per collegare e configurare correttamente il modem. In pratica: se internet non funziona, prima di aprire una segnalazione verifica che il problema non sia nel tuo router, per esempio controllando la configurazione o provando un collegamento diretto via cavo. Una misura fatta bene, come spieghiamo nella guida al test velocità internet, aiuta anche a capire se il collo di bottiglia è un apparato datato.
Modem dell’operatore o modem tuo: come scegliere
Il modem dell’operatore non è sempre la scelta peggiore: arriva già configurato, l’assistenza lo conosce e spesso include la porta per il telefono fisso. Un esempio di gestione di un modem fornito dall’operatore è nella guida alla configurazione del modem TIM HUB. Un apparato tuo conviene invece quando:
- vuoi un Wi-Fi più potente o un sistema mesh per coprire una casa grande;
- non vuoi pagare un modem a rate per anni;
- cambi spesso operatore e preferisci non rifare ogni volta la rete di casa.
Prima di comprare, controlla la compatibilità con la tua linea. Per una FTTC serve un modem VDSL; con la FTTH e la FWA l’operatore installa di solito un terminale ottico o un apparato radio, a cui si collega un router tramite la porta WAN Ethernet. Se invece ti serve internet in più case o in viaggio, il confronto tra router da casa e saponetta è nella guida su modem fisso o portatile.
I passaggi per configurarlo
- Recupera i parametri della tua linea dai canali che l’operatore è tenuto a usare: documenti contrattuali, lettera di benvenuto, area clienti o call center.
- Collega il router alla presa telefonica (FTTC) o al terminale installato dall’operatore (FTTH e FWA).
- Inserisci i parametri nel pannello del router: tipo di connessione, eventuali credenziali e le altre impostazioni indicate dall’operatore.
- Configura il telefono fisso, se l’offerta lo include, con i dati del servizio voce.
- Verifica la connessione con un test via cavo prima di restituire o mettere da parte il vecchio modem.
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Rate, comodato e cambio operatore
Il modem pesa soprattutto quando cambi operatore. Le situazioni tipiche:
- Modem a rate: se esci prima della fine, le rate residue restano dovute. Per questo il contratto deve indicarne numero e importo: è un dato da confrontare insieme al canone, come spieghiamo nella guida su come scegliere un’offerta internet casa.
- Modem acquistato: è tuo. Alla cessazione dell’abbonamento l’operatore deve consentirti, dove tecnicamente possibile e con un aggiornamento software, di usarlo senza blocchi con altri operatori.
- Modem in comodato: resta dell’operatore e va restituito nei tempi indicati dal contratto.
- Modem gratuito mai usato: in caso di recesso l’operatore non può addebitarti costi per la mancata restituzione.
Nel 2018, per i contratti allora in corso che obbligavano a pagare il modem, la delibera ha imposto agli operatori di proporre gratis un’offerta equivalente senza costi del modem, oppure di consentire il recesso con la sola restituzione dell’apparato. Oggi gli obblighi degli articoli da 1 a 4 valgono per tutte le offerte. La procedura completa per passare da un operatore all’altro senza interruzioni è nella guida al cambio operatore fisso e internet.
Se l’operatore non rispetta il modem libero
Se l’operatore rifiuta di collegare il tuo apparato, non ti fornisce i parametri o ti addebita costi per averlo usato, il primo passo è un reclamo scritto all’operatore, citando la delibera 348/18/CONS. Se non ottieni risposta, puoi avviare una conciliazione su ConciliaWeb, la piattaforma di AGCOM per le controversie con gli operatori. AGCOM vigila sul rispetto della delibera.
Per orientarti tra le altre regole su contratti, migrazioni e linee, trovi tutte le guide nella sezione telefonia e internet.
Domande frequenti
Cos’è il modem libero?
È il diritto di collegare alla linea internet di casa un modem o router di tua scelta invece di quello fornito dall’operatore. Lo stabilisce la delibera AGCOM 348/18/CONS, che applica il regolamento europeo sull’internet aperta: l’operatore non può rifiutarsi di collegare un apparato conforme né chiederti costi aggiuntivi per questo.
L’operatore può obbligarmi a usare il suo modem?
No. Per ogni offerta con modem a pagamento l’operatore deve proporne una versione senza, oppure rendere il modem facoltativo. Eventuali restrizioni all’uso di apparati scelti dall’utente devono essere motivate, approvate da AGCOM e scritte nel contratto.
Se uso un modem mio, l’operatore mi dà assistenza?
Sulla linea sì, sull’apparato no: per la delibera 348/18/CONS l’operatore non risponde di manutenzione e guasti che riguardano solo il modem scelto da te. Deve però fornirti gratis i parametri di configurazione e, tramite l’assistenza, le informazioni per collegarlo correttamente.
Devo restituire il modem dell’operatore se passo a uno mio?
Dipende da come lo hai avuto. In comodato va restituito nei termini del contratto. Se lo hai acquistato è tuo, e a fine abbonamento l’operatore deve permetterti, dove tecnicamente possibile, di usarlo senza blocchi. Se era gratuito e non lo hai mai usato, in caso di recesso non possono addebitarti nulla per la mancata restituzione.
Il modem libero vale anche per fibra FTTH e FWA?
La delibera non distingue tra tecnologie: riguarda tutti gli apparati per l’accesso a internet installati a casa dell’utente e alimentati elettricamente. In pratica devi scegliere un apparato compatibile con la tua linea e configurarlo con i parametri che l’operatore è tenuto a fornirti.